Escursione in barca a Padova: itinerario fluviale lungo i canali navigabili

Posta tra il fiume Brenta a nord e il fiume Bacchiglione a sud, Padova è stata in passato un importante snodo del commercio fluviale grazie alla sua fitta rete di canali scavati nel periodo medievale.

All'interno delle sue antiche mura Padova era attraversata da un trafficatissimo Naviglio Interno dove convogliavano tutte le imbarcazioni provenienti dalla Bassa Padovana, da Vicenza e dai Colli Euganei.

Passando per gli antichi ponti e le sinuose riviere, burci e burchielli navigavano lungo il centro storico di Padova per poi immettersi, tramite la Conca di Navigazione delle Porte Contarine, nel Canale Piovego e raggiungere Venezia e il mare attraverso la Riviera del Brenta.

Oggi il vecchio Naviglio Interno non è più percorribile dato che nel corso del '900 i problemi legati alle piene dei fiumi e il declino della navigazione commerciale determinarono un graduale interramento dei canali interni della città.

Grazie ad importanti opere di risanamento dei corsi d'acqua con l'intento di consentire la riscoperta delle vie d'acqua padovane oggi è comunque possibile seguire un suggestivo itinerario fluviale di Padova che parte dal Canale Piovego e raggiunge gli antichi canali interni della città costeggiando le mura rinascimentali.

Costruite dai veneziani a partire dal 1513 e completate nel 1544, mura e bastioni formavano un complesso sistema difensivo lungo circa 12 km che faceva di Padova una città inespugnabile per l'architettura militare del tempo.

Il percorso ideale per un'escursione a Padova in barca ha come punto di partenza il monumentale Bastione del Portello Nuovo, un tempo ornato da un bellissimo leone di San Marco che oggi si trova sulla facciata del Palazzo delle Assicurazioni Generali in Piazza Venezia a Roma.

Qui inizia la navigazione lungo il Canale Piovego che conduce a Porta Portello, conosciuta anche come Porta Venezia o Porta Ognissanti avendo sostituito la già esistente porta trecentesca che si trovava all’imbocco di via Fistomba vicino alla chiesa di Ognissanti.

Porta Portello, costruita nel 1518 per scopi civile e commerciale, è una porta rappresentativa con una fitta decorazione architettonica che la rende la più maestosa delle cinque porte rimaste della cinta muraria padovana del Rinascimento.

La sua forma esterna richiama l'arco di trionfo romano: rivestita in pietra d’Istria, si fonda su otto colonne corinzie che reggono una ricca trabeazione con scritta e sopra l'attico è completata da una torretta con orologio.

Nei pressi di Porta Portello troviamo un ponte a quattro arcate costruito nel 1784 e sulla riva sinistra la cinquecentesca Scalinata del Portello, punto di approdo all'antico porto fluviale della città costruito nel 1534.

Sulle bellissime scalinate, raffigurate in un quadro del Canaletto ed oggetto di un recente restauro, dalle varie città venete i battelli giungevano a Padova diretti verso la laguna di Venezia.

Al lato destro del ponte è visibile ancor'oggi l’edicola di Santa Maria dei barcaroli, l'oratorio dove i passeggeri dei burchielli assistevano alla messa prima di imbarcarsi per Venezia.

Costeggiando le antiche mura cinquecentesche si supera la cittadella universitaria e si arriva ai Giardini dell`Arena Romana che ospitano la famosissima Cappella degli Scrovegni con all'interno il ciclo di affreschi di Giotto, capolavoro della pittura del Trecento.

A poco distanza, sempre nell'area interessata dal complesso dei Musei Civici di Padova, troviamo la Chiesa degli Eremitani, antichissma sede agostiniana costruita nel corso del Duecento, famosa per gli affreschi della Cappella Ovetari opera del Guariento e del Mantegna.

L'itinerario fluviale prosegue con il sottopasso del Ponte del Corso del Popolo da dove si arriva alla Chiusa di navigazione delle Porte Contarine, in pieno centro storico, un tempo punto di transito obbligato dell'antico Naviglio Interno e oggi monumento idraulico più celebre di Padova.

La Conca delle Porte Contarine, costruita dai veneziani nel 1526 ispirandosi al modello di Leonardo da Vinci, permetteva alle imbarcazioni provenienti dal Piovego di salire o discendere il Naviglio Interno superando il dislivello d'acqua esistente tra i due canali.

Negli anni '50 l'intero tratto settentrionale del Naviglio Nord fu tombinato e ora dalla Porte Contarine non è più possibile proseguire per un tour in barca in parte della città.

Ciononostante il percorso continua risalendo il Tronco Maestro del Bacchiglione, navigando immersi tra la folta vegetazione in un continuo susseguirsi di antichi e moderni ponti come il Ponte di San Benedetto (in stile liberty), il Ponte dei Tadi e il Ponte di San Giovanni delle Navi, dove un tempo approdavano le imbarcazioni cariche di frutta e verdura destinata al mercato delle piazze.

Osservando i bei palazzi d'epoca delle antiche Riviere si arriva fino all'antico Ponte Molino e al medievale Ponte di San Leonardo, da dove si accedeva al primo nucleo del Ghetto Ebraico.

Costeggiando Riviera Paleocapa l'itinerario conduce all'antico Ponte di Sant'Agostino nei pressi del vecchio Castello degli Ezzelini, il punto più importante del sistema difensivo comunale costruito per controllare tutti gli accessi dall'acqua alla città.

Nel punto di incrocio tra il Tronco Maestro del Bacchiglione e l'antico Naviglio Interno termina la navigazione fluviale di Padova ma il tour in barca può continuare a piedi per ammirare il Castello e la Specola, torre difensiva un tempo chiamata Torlonga e sede dell'antico osservatorio astronomico dell'Università di Padova.