Barchessa Valmarana, foresteria del settecentesco complesso di Villa Valmarana

Il complesso architettonico di Villa Valmarana sorge sulla riva destra del Naviglio Brenta in una delle anse più suggestive e scenografiche della Riviera, nei pressi della frazione di Mira Porte nel comune di Mira (Venezia).

La struttura e la località stessa prendono il nome dalla famiglia vicentina dei Valmarana che, divenuta proprietaria della villa nel corso del Settecento, la destinò a sede di feste e soggiorni estivi, funzione che ancora oggi rimane alla splendida Barchessa ambito scenario per vari tipi di eventi.

Nel corso dei secoli la struttura originale ha subito notevoli trasformazioni, in particolar modo le due barchesse laterali.
Nel 1734 la proprietà della villa, originariamente della famiglia Valier, viene acquisita dai Valmarana che fanno costruire ai lati del cinquecentesco corpo padronale due strutture con pianta ad L entrambe caratterizzate da una monumentale serliana e da un imponente colonnato.

Inizialmente adibite ad uso agricolo come granaio e ricovero per le barche, le due Barchesse vengono poi convertite in foresterie per accogliere gli ospiti in visita durante la villeggiatura. Nell’Ottocento, quando il complesso viene acquistato dai coloni, la barchessa di sinistra viene trasformata in casa colonica e divisa in più proprietà mentre quella di destra diventa cantina e osteria.

Peggio andrà al corpo centrale della villa che, per la volontà dei proprietari di non pagare le tasse sui beni di lusso, viene abbattuto agli inizi del Novecento lasciando così il complesso privo della sua costruzione principale.

Oggi della settecentesca Villa Valmarana rimane visitabile al pubblico la Barchessa ovest, usata come luogo per ricevimenti e in parte ancora abitata, che grazie ad un radicale ed accurato restauro avvenuto negli anni sessanta è tornata al suo passato splendore.

La foresteria conserva l'ampio giardino all'italiana e, al suo interno, i mobili d'epoca e il soffitto del salone centrale riccamento decorato con affreschi di Michelangelo Schiavoni detto Il Chioggiotto, recuperati nel 1962 ad opera dello scultore Luciano Menguzzi dopo che nel 1908 erano stati ricoperti a calce per adattare la barchessa ad uso di stalla e osteria.