Villa Foscari La Malcontenta, capolavoro palladiano in Riviera del Brenta

Il complesso di Villa Foscari detta "La Malcontenta",  considerato uno dei gioielli del tardo barocco veneziano  e segnalato nel 1994 come "Patrimonio dell'Umanità" dall'UNESCO , è situato nel territorio di Mira (Venezia) lungo il Naviglio del Brenta.

L'imponente residenza, commissionata verso il 1560 dai fratelli Nicolò e Alvise Foscari al celebre architetto Andrea Palladio, si distingue con la sua purezza classica nella verde campagna di Mira combinando elementi della tradizione edilizia lagunare e dell’architettura greco-romana.

La struttura sorge su di un alto basamento che le dona la maestosità di un tempio antico mentre il pronao ionico della facciata, composto da una serie di colonne e due grandi scalinate laterali, richiama i principi architettonici dei templi pagani. Come di abitudine per i palazzi veneziani, la facciata principale dell'edifico è rivolta verso l’acqua con le gradinate di accesso a fungere da percorso cerimoniale per gli ospiti in visita alla villa.

La villa, che rappresenta con una certa unicità la maestria palladiana nell’ottenere effetti monumentali dall'impiego di materiali poveri come mattoni e intonaco, è stata descritta dallo stesso Palladio nei suoi “Quattro Libri di Architettutura”.

L'edificio, costruito in mattoni e poi ricoperto da un intonaco a marmorino, si suddivide in tre piani diversi il principale dei quali conserva gli affreschi originali e le le ricche decorazioni interne frutto della maestria di Gian Battista Zelotti e di Battista Franco.

Nella metà del Settecento la famiglia Widmann dopo aver acquistato l'edificio decise di rimodernarlo secondo lo stile rococò francese. La struttura venne così notevolmente ampliata fino a raggiungere l'attuale forma.
Il corpo centrale della villa diventò dimora per feste e ricevimenti mentre il salone principale venne impreziosito dalle opere di due importanti artisti veneziani del periodo, Giuseppe Angeli e Gerolamo Mengozzi Colonna.

La villa ha accolto in passato ospiti illustri come il re di Francia Enrico III, Federico IV re di Norvegia e Danimarca, Emanuele Filiberto di Savoia, i duchi di Windsor e molte altre personalità di rilievo internazionale. Per volere dei proprietari  la villa è tuttora priva d'illuminazione elettrica.

Curiose le leggende e le storie legate al nome di 'Malcontenta' che viene associato alla villa e alla località in cui si trova.
Alcuni sostengono che il nome sia legato a una dama di casa Foscari esiliata tra le mura della villa per espiare la propria infedeltà coniugale.
Secondo altri invece, quando nel 1431 venne scavato un canale per portare le acque del Brenta da Oriago alle valli di S. Ilario, fu chiamato "fossa dei malcontenti" per la disapprovazione degli abitanti di Padova e Piove di Sacco.
Altre fonti invece affermano che il nome Malcontenta deriva da "Brenta mal contenuta" dato che agli inizi del cinquecento la zona era soggetta a frequenti straripamenti del fiume.