In antichità, per poter raggiungere la Riviera del Brenta e collegare Padova e Venezia, venivano impiegati diversi tipi di battelli fluviali e tra questi i più frequenti erano i burci e i burchielli.
Il "Burchiello" era un'imbarcazione per il trasporto di passeggeri, utilizzata principalmente dai nobili veneziani per recarsi nei loro possedimenti in terraferma.
Costruito in legno, con una elegante cabina dotata di tre o quattro balconi,
finemente decorata e ornata di specchi, pitture e preziosi intagli, il Burchiello nel percorso da Venezia alla laguna veniva spinto dalla forza del vento o dai remi mentre lungo la Riviera del Brenta, nel tragitto tra Fusina e Padova, veniva trainato dai cavalli.
A bordo dei burchielli si svolgeva la dolce vita veneziana: nobili, avventurieri, dame, commedianti ed artisti animavano e rendevano piacevole ai viaggiatori locali e stranieri il tragitto fluviale lungo il Naviglio Brenta.
L'atmosfera e l'ambiente che si creavano nei burchelli erano così singolari da venir citati e descritti nelle opere di poeti e romanzieri italiani e stranieri come Goldoni, Casanova, Byron, Goethe, Montaigne e D'Annunzio.
In alternativa al Burchiello, per il trasporto pubblico le persone dirette a Padova potevano utlizzare la "barca da Padova". Imbarcazione più economica, scelta da diversi ceti sociali e sempre affollata, la barca era spesso teatro di risse dovute al gioco o a qualche bicchiere di troppo tanto che, per impedire eventuali disordini, ospitava a bordo anche degli sbirri.
Per il trasporto delle merci l'imbarcazione più usata nelle vie fluviali era il "Burcio".
Questo battello aveva il fondo piatto che gli consentiva una grande scorrevolezza sul fondo melmoso delle paludi e della laguna e la sua portata variava dai 500 ai 2500 quintali.
A prora e a poppa si trovavano l'alloggio del padrone e dei marinai e gli spazi per il deposito di corde e vele. Nel centro due grandi stive ospitavano le merci e, a volte, lo spazio per la cucina e la cambusa. Infine, lungo le fiancate, due corridoi consentivano ai marinai, in assenza di vento, di camminare spingendo la barca con il remo puntato sul fondo.
Dopo il 1797, con la caduta della Repubblica di Venezia in seguito all'avanzata napoleonica, il declino del patriziato veneziano segnò la fine dei fasti celebrati nelle ville in terraferma e i burchielli caddero in disuso.
E' con il 1960, con la decisione dell'Ente Provinciale per il Turismo di Padova di avviare un servizio di navigazione fluviale per consentire ai turisti di ammirare le ville venete della Riviera del Brenta, che i burchielli hanno ripreso il loro servizio.
Oggi diverse compagnie di navigazione turistica, con decine di moderni battelli, offrono la possibilità di vedere le oltre settanta ville che sorgono tra Padova e Venezia seguendo lo stesso suggestivo itinerario che l'antico burchiello percorreva lungo il Naviglio Brenta.