La villa veneta, palazzo signorile e centro di produzione agricola

La Repubblica di Venezia nei mille anni della sua storia ha lasciato molteplici eredità, tra queste un patrimonio rappresentato da più di cinquemila ville, molte delle quali ancora oggi conservate e attrazione turistica di primario interesse nella regione Veneto.
La presenza di questi straordinari edifici interessa le aree pianeggianti del Veneto e del Friuli Venezia Giulia ed in particolar modo il territorio della Riviera del Brenta.

Con il termine villa veneta si intende una particolare tipologia di dimora patrizia costruita nelle aree agricole di terraferma da parte delle nobile famiglie veneziane nel periodo che va tra la fine del XV secolo e il XIX secolo.

A partire dal Quattrocento, il crescente interesse dell'aristocrazia veneziana per i possedimenti fondiari e i conseguenti grandi investimenti in agricoltura accompagnano la nascita della villa veneta.
La nobiltà veneziana inizia la conversione in villa di castelli di terraferma caduti in disuso e, aggiungendovi elementi stilistici tipici dell'architettura della città e del periodo, arriva ad elaborare un modello di edificio che trova nelle ville palladiane il suo massimo splendore.

Anche la Riviera del Brenta ospita un capolavoro di villa palladiana: Villa Foscari detta "La Malcontenta" è uno dei migliori esempi visitabili.

Nella villa veneta le maggiori famiglie nobili veneziane affiancano il palazzo singorile, sede di rappresentanza e di villeggiatura estiva, con gli edifici necessari alla gestione delle tenute circostanti
Si sviluppa così un edifico dalla doppia funzione, allo stesso tempo centro di produzione agricola a capo di grandi appezzamenti terrieri e residenza signorile situata al di fuori della città.

Di norma la villa veneta si inserisce all'interno di in una grande proprietà agricola secondo una precisa disposizione costruttiva.

Nel corpo centrale della struttura architettonica troviamo un orto o giardino e il palazzo padronale dove risiede la famiglia nobile e composto da un piano terreno, da almeno un piano nobile finemente decorato con affreschi per le sue funzioni di edifico di rappresentanza, e da alcuni mezzanini solitamente a disposizione della servitù.
Nelle vicinanze dell'edifico principale o collegate alla villa stessa si edificano le barchesse, complessi che ospitano cucine, abitazioni dei contadini, stalle e altri annessi rustici in cui raccogliere gli attrezzi agricoli, ricoverare le barche ed organizzare il lavoro nei campi.

Dal XVII secolo accanto o al posto delle barchesse sorgono le foresterie, sfarzose dépendance in cui i proprietari danno alloggio agli ospiti durante la villeggiatura. Nel complesso della villa trovano posto anche oratori e cappelle dove praticare privatamente le funzioni religiose, giochi d’acqua, colombaie, fontane, broli e lunghi viali alberati per lo svago dei villeggianti, ghiacciaie per la conservazione dei cibi, orangerie e serre per il ricovero di piante pregiate e costose.

Nell’Ottocento infine, il parco barocco della villa si trasforma in un finto bosco naturale all’inglese completato con padiglioni, castelletti, coffee house, grotte e collinette.

Ogni villa, secondo l’ingegno del costruttore e le volontà della famiglia committente, combina tutti questi elementi diventando quindi un contesto unico e irripetibile.

Un tour guidato in battello lungo il Naviglio Brenta vi offrirà la miglior veduta possibile dei numerosissimi esemplari di villa veneta che la Riviera del Brenta orgogliosamente custodisce.